Gothic Lolita Style a Lucca Comics 2010 – Seconda parte

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Nella prima parte della nostra cronaca della conferenza sul Lolita Style, tenuta dalle ragazze del Gothic Lolita Zone in occasione di Lucca Comics & Games, avevamo fatto una breve panoramica su origini e caratteristiche di questa moda, scoprendo anche cosa è Lolita e cosa non lo è. Ora proseguiamo elencando i vari sottogruppi caratteristici di questo stile! Nuovamente, ringraziamo le ragazze del GLZ per la disponibilità e la gentilissima Sybelle che ci ha concesso di utilizzare le sue bellissime fotografie!:love:

Sweet Lolita

Lo Sweet Lolita è lo stile sicuramente più colorato, dolce e infantile. Sono molto utilizzati abiti e accessori dai colori vivaci o pastello e tessuti con stampe che richiamano il mondo dell’infanzia e delle fiabe, come giocattoli, animali, dolcetti… Un outfit Sweet Lolita abbonda generalmente di accessori per capelli (anche molto vistosi), collane, bracciali, anelli ed a volte parrucche colorate.

In questa categoria rientrano anche le Kuro Lolita e le Shiro Lolita, ovvero ragazze vestite completamente o prevalentemente di nero o di bianco. Nonostante il colore scuro, il Kuro Lolita rispetta l’estetica Sweet, con ampie gonne a campana, abiti elaborati, molti accessori e outfit comunque dal sapore infantile. Viceversa, lo Shiro Lolita valorizza l’aspetto più angelico ed etereo, accentuato dal colore bianco. Sono molto diffusi anche il Pinku Lolita e il Mizuru Lolita, cioè le ragazze vestite in rosa o in azzurro.


Foto (c) Sybelle’s Photography

Lo Sweet Lolita è probabilmente il più diffuso e conosciuto, grazie alla varietà di colori e interpretazioni ed alle famosissime brand che realizzano abiti in questo stile, come Angelic Pretty e Baby, The Stars Shine Bright.

Classic Lolita

Il Classic Lolita si avvicina maggiormente alle origini del Lolita Style e si ispira fortemente alla moda vittoriana inglese, con qualche richiamo a quella rococò e barocca, in particolare per le stampe floreali. Gli abiti si caratterizzano per un taglio più adulto e raffinato e si privilegia l’utilizzo di tessuti importanti come velluto e broccato. I colori sono più classici (bordeaux, blu, avorio, rosa antico…) mentre gli accessori sono decisamente più sobri (cerchietti, cappellini, borsette eleganti).


Foto (c) Sybelle’s Photography

Se lo Sweet Lolita richiama un’atmosfera infantile, il Classic si rifà alle giovani donne di buona famiglia d’epoca vittoriana. La sua diffusione in Occidente è decisamente minore rispetto allo Sweet Lolita, mentre in Giappone è molto più popolare. Celebri brand Classic Lolita sono Innocent World e Mary Magdalene.

Gothic Lolita

Il Gothic Lolita è la variante probabilmente più conosciuta, tanto che in Occidente il nome è ormai utilizzato (erroneamente) per indicare l’intera moda Lolita. L’ispirazione è quella del gotico europeo, quindi spiccano croci, rose, pipistrelli, ragnatele e in generale elementi stilistici che si rifanno ai tipici stereotipi goth. Il Gothic Lolita predilige colori molto scuri e abiti seriosi, sobri ed eleganti, accompagnati da scarpe anche molto alte e trucco scuro che mette in risalto gli occhi e le labbra.


Foto (c) Sybelle’s Photography

Il primo a definire questo stile “Gothic” è stato Mana, celebre stilista e front-man dei Malice Mizer e Moi dix Mois. L’artista ha fondato la sua brand d’abbigliamento, Moi-même-Moitié, ed è responsabile della grande diffusione di questo stile nel Nord Europa.

Panku Lolita

Il Panku si rifà chiaramente alla moda punk inglese, reinterpretata e svuotata di ogni accezione ideologica e musicale originaria. Del punk “classico” rimangono solamente gli elementi più caratteristici, come tessuti tartan, tagli asimmetrici, cravattine, catene, spille da balia, borchie, eccetera. A differenza degli stili precedenti, i canoni da rispettare sono molto più elastici, dato che il Panku Lolita è decisamente più informale. Ad esempio, le gonne sono più corte e si utilizzano t-shirt e felpe, con prevalenza di colori come nero, bianco, rosso e viola. Le brand Panku Lolita più popolari sono Putumayo e h.NAOTO.


Foto a sinistra (c) Sybelle’s Photography

Casual Lolita

Negli ultimi tempi ha fatto capolino per le strade e nei negozi il Casual Lolita: più che uno stile, un modo per interpretare il Lolita nella vita di tutti i giorni, quando non è possibile attenersi alla lettera ai canoni ed è necessario dare spazio anche alla praticità. Ad esempio, è sufficiente utilizzare un sottogonna meno voluminoso, magliette o abiti più sobri, accessori meno vistosi per adottare uno stile comodo e contemporaneamente fedele all’estetica del Lolita Style. Non ci sono brand specializzate nel Casual Lolita, quindi in questo caso assume molta importanza il saper abbinare con gusto vari elementi del proprio guardaroba.


Foto da Lolitafashion.org

Altri stili

Accanto a queste categorie più comuni, esistono stili più particolari. Ad esempio, il Pirate, che rielabora in chiave romantica lo stile piratesco, oppure il Qi/Wa Lolita, ispirati rispettivamente agli abiti cinesi e ai kimono giapponesi. Contrariamente a quanto si può pensare, non esiste un equivalente maschile della moda Lolita. Questo stile, infatti, è stato creato esclusivamente per le ragazze o per ragazzi che desiderano vestire in abiti femminili. Il già citato Mana, ad esempio, posa in prima persona come modella per gli abiti della sua linea d’abbigliamento. Eventualmente, possiamo citare la moda Kodona o Ojisama, ispirata all’abbigliamento dei ragazzini d’epoca vittoriana e indossata indifferentemente da ragazzi e ragazze (anche dalla sottoscritta).

Non è finita qui! Nella prossima puntata, qualche info su dove acquistare gli abiti lolita e soprattutto il video della sfilata!

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By Alessandra

Copywriter per caso e grafica per passione. Si occupa di tutti gli aspetti del blog: cura dei contenuti, design, lato tecnico, gestione social networks.


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